Clubhouse: tutto quello che c’è da sapere sul nuovo social del momento

La prima volta che ho sentito parlare di Clubhouse è stato leggendo un articolo sul web, estrapolato da qualche blog di settore anglosassone. Non si sapeva ancora se e come sarebbe arrivato a noi fino a che, qualche settimana fa, abbiamo avvisato il vero e proprio boom anche qui in Italia.

Che cos’è Clubhouse?

Se volessi sintetizzare al massimo descriverei Clubhouse come un social media basato sull’audio.
Niente foto o stories, solo la possibilità di utilizzare la voce per socializzare e parlare di qualsiasi argomento.

Sostanzialmente è possibile interagire entrando (o creando) stanze nelle quali chiunque – non solo il “proprietario” e i moderatori – può chiedere di prendere la parola e intervenire per confrontarsi e raccontare esperienze / punti di vista.

Il paragone più calzante che mi viene in mente è quello di un gruppo che si crea chiacchierando mentre ci si trova ad una festa.
Si può scegliere di assistere al discorso come mero ascoltatore, oppure si può decidere di essere parte attiva all’interno di una determinata stanza e argomento sulla quale essa è stata creata.

Il social inoltre non è organizzato solo intorno alle stanze (che rappresentano solo il primo livello dell’app), ma si configura su un ulteriore livello rappresentato dai “club” che si presentano come i contenitori delle “stanze”.
Se si organizza una stanza più volte con gli stessi moderatori e lo stesso orario, verrà fornita la possibilità di richiedere la creazione di un club. Una volta creato, all’interno dello stesso si potranno organizzare delle stanze.

I club saranno di tre tipi:

  • per eventi ricorrenti,
  • rivolti a una specifica community,
  • esclusivi e ad accesso limitato.

Come si può entrare su Clubhouse?

Al momento l’app è disponibile solo per iOs (quindi la si può scaricare su un iPhone oppure su un iPad), ma si sa già che a breve verrà rilasciata anche per i dispositivi Android. Il motivo per cui al momento il social ha il carattere dell’esclusività è presto detto: l’applicazione è in fase di test e gli sviluppatori stanno testando e monitorando per capire i limiti della piattaforma prima di renderla accessibile al grande pubblico,

Si può accedere al social in due modi:

  • attraverso un invito che può essere inviato da chi già è all’interno dell’app (attenzione: il numero di inviti è però limitato)
  • attraverso l’approvazione di chi è già iscritto sul social e possiede il numero di telefono dell’interessato all’interno della propria rubrica contatti

Nota bene: l’app si può scaricare anche senza invito. In questo caso ti verrà richiesto di salvare il numero di telefono e “prenotare” un nome utente Questa sarà una sorta di preiscrizione, che verrà notificata a tutti i contatti della tua rubrica presenti su Clubhouse, i quali potranno darvi l’accesso attraverso un semplice click.

Clubhouse sì o no?

Qualcuno di voi già mi ha chiesto cosa ne penso di questo nuovo social, se sarà un fuoco di paglia o sarà destinato a prendere sempre pià piede.
Al momento posso dire di vedere diversi risvolti positivi, sia in termini di socializzazione che di aggiornamento su svariati temi: dalla politica alle lingue, dal marketing alla fotografia ecc.
Per molti è già diventato un appuntamento fisso, per darsi il buongiorno e confrontarsi nel quotidiano.
Mi aspetto che, con l’avvento dell’app su Google Play Store, ci sarà una larga diffusione del social e penso assisteremo anche ad un proliferare di stanze, community e club esclusivi.

Quello che potrebbe essere visto come uno svantaggio? Non c’è possibilità di salvare le conversazioni e riascoltarle come si potrebbe fare con un podcast ad esempio, nè di mandare indietro per recuperare pezzi mancanti.
Questo fa sì che occorra essere presenti per ascoltare.

E forse è proprio questa la chiave che lo rende SOCIAL.